24 03 2010 Michela Pontillo risponde alle accuse dei parlamentari del PD e dell’IDV
“Mio marito Antonio Scialdone, come Berlusconi. Attacchi ad orologeria da parte di una sinistra ormai già defunta. Cosi tanti parlamentari, a pochi giorni dal voto, si sono dovuti scomodare per evitare al fotofinish la disfatta della sinistra in Provincia di Caserta ed in tutta la Regione Campania. Il sistema giustizialista di questi pseudo-deputati del popolo vuole nascondere i tanti fallimenti della sinistra in Campania, per quanto attiene la gestione dei rifiuti ed il sistema di clientele che la stessa ha saputo realizzare in questi anni governo fallimentare di gestione della sanità e della formazione. Come mai nessuno ha gridato allo scandalo, quanto mio marito è stato nominato Direttore Generale, dal Presidente del Consorzio Unico di bacino delle Province di Napoli e Caserta e Sindaco di Villa Literno, oggi anch’egli candidato per il Consiglio Regionale con il Partito Democratico. Come mai, solamente oggi, a pochi giorni dal voto, questi parlamentari, in maniera così solerte, hanno ritenuto opportuno porre la questione Scialdone, presentata artificiosamente con tante falsità. Sicuramente, il Direttore Generale del Consorzio Antonio Scialdone, non perché è mio marito, è del tutto estraneo ai fatti che gli vendono addebitati così, come è ben noto anche alla Magistratura e la sua azione, sia personale che professionale e quotidianamente improntata alla massima trasparenza e legalità. Una persona che in tutti gli anni di attività professionale ha sempre combattuto ogni sistema o tentatativo di infiltrazioni e nel settore dei rifiuti. Per questi motivi, è stato oggetto anche di una vile e pesante aggressione fisica. La sinistra pensa ancora di poter confrontarsi sul piano politico ricorrendo a tali mezzucci che oramai non fanno altro che far acquisire nuovi consensi al centro-destra e che questa volta saranno decisivi anche per la mia elezione. Questo testimonia, quello che sia oggi più che mai indispensabile ed importante combattere al fianco di Berlusconi e Caldoro, per evitare che questo pensiero stalinista possa ancora avere ragione di esistere in questa Regione martoriata da un sistema fatto da persone che per campare devono fare politica. Facciano bene il loro dovere di parlamentari, iniziando ad occuparsi del grande disaggio occupazionale e giovanile in vive questa Regione. Compattino sul serio la criminalità organizzata e non si limitino solo a glissare per mera propaganda politica il vessillo del anti-camorra, affidando il loro pensiero a pennucce livorose e provocatorie che si lasciano anche scortare a spese dello stato e con i soldi pubblici. Si occupino di dare risposte concrete a questo territorio martoriato dai governati uscenti e che oggi si ripropongono agli elettori, accusando gli altri delle loro malefatte. Questi personaggi, spendono il loro tempo e la loro sterile intelligenza, all’interno del parlamento, per sostituirsi ai Pubblici Ministeri, invece di formalizzare proposte per la crescita e lo sviluppo della nostra comunità. Ho dato già mandato ai miei legali, che lunedì saranno già a Roma, per querelare singolarmente tutti e quindici i Deputati della Repubblica Italiana che hanno sottoscritto le interrogazioni”.
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